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VI ASSEMBLEA GENERALE

DEL MOVIMENTO DEI LAICI CLARETTIANI

 

LA MISSIONE DEL LAICO CLARETTIANO NEL MONDO DI OGGI

 

Vic, 17-28 luglio 2003

 

I

Principali sfide che ci presenta la realtà attuale

 

      1. Realtà sociale

 

1    1.1. Globalizzazione

Il fenomeno della globalizzazione, che è irreversibile, ha implicazioni sociali, economiche, politiche, culturali, ideologiche e militari. Può avere effetti positivi, come la moltiplicazione delle reti di comunicazione e di solidarietà. Di fatto, però, la globalizzazione è a servizio degli interessi dei potenti, è una globalizzazione neoliberale ed economica che incrementa le differenze fra ricchi e poveri. La globalizzazione del mercato neoliberale rende difficile la creazione e lo sviluppo di mercati alternativi.

Dinnanzi a questa realtà ci sentiamo spinti a sviluppare una globalizzazione alternativa che difenda la vita minacciata degli esclusi e degli emarginati, promuova i diritti umani, sociali, etnici e culturali, generi strutture di denuncia, crei e rafforzi reti di solidarietà in tutti gli ambiti della vita umana e sociale e ricerchi una più equa distribuzione delle risorse del mondo.

 

2    1.2. Diritti umani, giustizia e pace

Siamo testimoni del continuo aumento della violenza nel mondo, del fanatismo e di situazioni di ingiustizia e di violazione dei diritti umani e sociali a livello personale e collettivo. Vi sono, però, anche molti gruppi impegnati nella difesa della pace, dell'equità, dei diritti dell'uomo e dei popoli.

Di fronte a ciò ci chiediamo: come rafforzare i processi organizzativi dei gruppi di persone che vedono i propri diritti costantemente calpestati; come legarci alle istituzioni e alle organizzazioni che lottano contro l'esclusione?

3    1.3. L'ecologia

La cupidigia di molti sta producendo una progressiva e preoccupante spoliazione del creato ed il deterioramento dell'ambiente. Al tempo stesso, tuttavia, aumenta la sensibilità ecologica e la cultura del riciclaggio.

A partire dalla nostra fede nel Dio della vita, che ci ha dato la terra per il bene di tutti e ce ne ha affidato la cura, questa situazione ci interpella profondamente e ci spinge a cercare percorsi operativi in difesa della creazione con senso di responsabilità e di equità.

 

4    1.4. Profondi cambiamenti socio-culturali

Nella nostra società si stanno operando profondi cambiamenti socio-culturali. Costatiamo l'oblio e il deterioramento dei valori umani e cristiani a causa dell'affanno per il denaro, per il potere e per il benessere a qualsiasi costo, la perdita dello spirito di sacrificio e lo scoraggiamento in tutti gli ambiti. Si estende l'individualismo, il consumismo la tossicodipendenza e si generalizza la crisi nell'educazione e in altri campi. Costatiamo anche l'invecchiamento nei Paesi più ricchi e la mancanza di interesse nei giovani per coinvolgersi nei problemi sociali.

Davanti a questa situazione  ci chiediamo come far sì che le persone e la società prendano coscienza di questa realtà e come stimolare la creatività alla ricerca di risposte adeguate.

 

5    1.5. Movimenti migratori

La globalizzazione neoliberale sta facendo aumentare la migrazione dai Paesi poveri verso quelli più ricchi, in cerca di migliori condizioni di vita. Questo fatto comporta lo sradicamento e la rottura delle tradizioni socio-culturali degli emigranti. Le migrazioni sono un riflesso delle relazioni ingiuste fra Paesi poveri e ricchi.

Questa situazione ci preoccupa e ci interpella. Come offrire condizioni di vita degna nei Paesi di origine dei migranti, che permettano a quelle popolazioni di sviluppare la propria identità culturale? Come sviluppare nelle società verso cui si muovono i flussi migratori atteggiamenti di accoglienza e di attenzione globale a questa popolazione in aumento? Come mettere le risorse di cui disponiamo a servizio dei migranti?

 

6    1.6. Famiglia e giovani

Nella nostra società, a causa dei cambiamenti socio-culturali, è sempre più evidente la trasformazione della struttura della famiglia e l'apparizione di nuove strutture e realtà familiari. Costatiamo anche l'impatto della globalizzazione sui giovani, che si manifesta in una certa loro difficoltà a definire il proprio futuro e la propria collocazione sociale.

Innanzi a ciò, ci chiediamo come discernere ed accompagnare questa nuova realtà familiare e giovanile, approfittando degli spazi che abbiamo  e come far sì che la famiglia divenga un elemento integratore e generatore di nuove relazioni in linea con il Regno.

 

7    1.7. Diversità culturali e rispetto delle differenze

Le migrazioni ed altri fenomeni sociali stanno incrementando l'interculturalità. Vediamo che da una parte aumenta la consapevolezza e l'apprezzamento dei valori di altri popoli, culture e religioni, ma d'altra parte costatiamo la tendenza a considerare superiore la propria cultura, a imporla agli altri e discriminando quelli che sono «diversi» da noi.

Questa realtà esige che comprendiamo, valorizziamo ed accettiamo l'«altro» e ci impegniamo ad aprire cammini al dialogo interculturale e interreligioso.

 

      2. Realtà ecclesiale

 

8    2.1. Nuovi paradigmi religiosi

Stiamo assistendo ad un profondo cambiamento di atteggiamenti rispetto alla religione. Oggi coesistono vari paradigmi per la comprensione del fatto religioso come la mancanza di fede o il superamento storico della religione, l'agnosticismo, l'indifferenza religiosa, la proliferazione delle sette e la religione «su misura». Si costata anche un ritorno al religioso al margine delle religioni tradizionali. Insieme a questo vi è però un'esperienza religiosa evangelica viva, incarnata nella realtà ed impegnata a trasformarla secondo i valori del Regno.

Queste constatazioni ci chiedono una fede più interiorizzata ed un impegno ad accompagnare, a partire dalla nostra identità cristiana, i processi di ricerca di una religiosità più incarnata nella realtà, più umana e vicina all'esperienza concreta delle persone, più gioiosa e vitale.

 

9    2.2 Evangelizzazione

Frequentemente comunichiamo una fede separata dalla vita che non è capace di giungere al cuore e facciamo un annuncio di Gesù scollegato dalla realtà che vivono le persone e i popoli. Questo annuncio perde credibilità quando non è sostenuto dalla testimonianza di una vita costruita attorno ai valori del Regno. D'altra parte, però, sta aumentando il senso missionario dell'evangelizzazione.

Il vero senso dell'evangelizzazione ci chiede di annunciare Gesù come liberatore, creatore di una vita piena, che integra tutte le dimensioni della persona e si rende presente dove la vita è minacciata.

 

10  2.3. Ecumenismo e dialogo interreligioso

Ci crediamo spesso gli unici possessori della verità rendendo difficile, così, lo sviluppo dell'ecumenismo e i rapporti con le altre religioni. Le diversità culturali e il rispetto delle differenze favoriscono l'ecumenismo anche se in alcuni luoghi è oggettivamente difficile il dialogo con altre confessioni cristiane. In alcune zone e in certi gruppi di base si fanno progressi significativi in questo campo.

Questa situazione ci sfida ad aprirci all'ecumenismo, a considerare che anche l'«altro» ha ragioni e verità, a progredire nel dialogo interculturale ed interreligioso, sapendo accettare e valorizzare quello che l'altro pensa e vive.

 

11  2.4. Modello di Chiesa

La maggior parte di noi vive in un modello di Chiesa-società di carattere eccessivamente gerarchico e clericale, chiusa alle nuove sfide che il mondo attuale ci presenta. Prosegue un'onda di involuzione. Primeggia anche l'individualismo fra i diversi gruppi e movimenti ecclesiali e l'affanno per imporre il proprio modo di vedere. Ci dà coraggio, tuttavia, l'impegno di molte persone e di molti gruppi che lavorano per realizzare un modello di Chiesa più partecipativo e corresponsabile, dove tutti apportano il proprio carisma per la costruzione del Regno.

Questa realtà ecclesiale ci spinge a superare l'individualismo e a contribuire alla costruzione di una Chiesa che dialoghi maggiormente al suo interno e con il mondo; a coinvolgerci, con amore e creatività, nel compito di evangelizzazione delle nostre Chiese locali, aprendo spazi per il Regno nella nostra società.

 

12  2.5. Coerenza

La Chiesa ha mostrato una crescente sensibilità per le grandi cause dell'umanità (pace, diritti umani, giustizia, difesa della vita, ecc.). Si notano però incoerenze con questa sensibilità, a livello istituzionale e personale, che rendo difficile l'annuncio e la comprensione del messaggio di Gesù. Vi sono anche incoerenze fra la dottrina morale della Chiesa e la vita ordinaria dei credenti. A volte si dà più importanza alle tradizioni e alle leggi umane che ai valori evangelici

Sentiamo l'urgenza di vivere una coerenza evangelica che ci porti ad essere testimoni di Gesù in questo mondo egoista,  ipocrita e avido di soldi e di potere. Ci sentiamo spinti a costruire una Chiesa sempre più profetica e fedele al Vangelo, che rinunci ai suoi privilegi e scelga i poveri, gli emarginati e gli esclusi.

 

13  2.6. Giovani e famiglia

Nella nostra società i cambiamenti generazionali sono sempre più profondi. I nuovi modelli e le problematiche familiari esigono una rinnovata pastorale. I giovani hanno le loro idee, le loro inquietudini, le loro forme di protesta e di lotta che hanno bisogno della comprensione, dell'accompagnamento ed il sostegno degli adulti.

Ci chiediamo come avvicinarci alla realtà che vivono i giovani, accogliere le loro idee, accompagnarli ed essere un riferimento per loro con la coerenza della nostra vita.

 

3. La realtà del Movimento dei Laici Clarettiani

 

14  3.1. Spiritualità

Nelle nostre comunità costatiamo mancanza di equilibrio e di integrazione fra il lavoro, l'attività della comunità, la relazione con gli altri, l'espansione comunitaria, la preghiera e la contemplazione.

Questo squilibrio ci interroga sul modo di giungere ad una spiritualità che integri tutti gli aspetti della nostra vita, che ci dia forza interiore per assumere gli impegni e ci permetta di rimanere al costante ascolto della voce di Dio.

 

15  3.2. Identità e formazione

In alcune comunità e in alcuni laici clarettiani vi è disorientamento e confusione riguardo all'identità, all'impegno per l'evangelizzazione e all'inserimento nella Chiesa locale. Si nota anche la necessità di proseguire cammini di formazione che ci aiutino a crescere nella nostra identità e nella missione evangelizzatrice.

Tutto ciò costituisce una sfida che chiede risposte efficaci e ben programmate.

 

16  3.3. Impegno per l'evangelizzazione

Molti laici clarettiani si occupano prevalentemente di attività intra-ecclesiali, dimenticando che la dimensione profetica della nostra missione ci chiede disponibilità e itineranza per lasciare certi servizi e rispondere con prontezza alle nuove urgenze dell'evangelizzazione, che sorgono nella società. Dobbiamo essere consapevoli che l'«azione trasformatrice» del mondo è la dimensione più specifica della nostra missione.

La nostra vocazione ci chiede di essere presenti in tutti gli ambiti e nelle istituzioni della società e di essere creativi per incidervi e rigeneravi i valori evangelici.

 

17  3.4. Relazione con la Chiesa locale

Anche se siamo un movimento ecclesiale chiamato a collaborare alla costruzione di un modello di Chiesa locale che viva e rifletta il progetto di Gesù, non sempre abbiamo una buona integrazione nella Chiesa locale stessa, sia per i nostri atteggiamenti, sia per quelli di alcuni pastori.

Sentiamo la necessità del dialogo con i pastori e con gli altri movimenti e istituzioni ecclesiali e vogliamo contribuire alla costruzione di una Chiesa locale che sia comunità di comunità, evangelizzata ed evangelizzatrice, inculturata, profetica e liberatrice.

 

18  3.5. Relazione con la Famiglia Clarettiana

Formiamo parte della Famiglia Clarettiana e fin dall'inizio abbiamo avuto forte l'appoggio e la collaborazione da parte dei Missionari Clarettiani, soprattutto per la formazione e l'assistenza religiosa. Le nostre relazioni con gli altri rami della Famiglia Clarettiana sono state minori. Siamo chiamati a crescere nell'autonomia con tutto ciò che comporta, sia per l'impegno formativo ed evangelizzatore, sia per l'aspetto economico.

Questo fatto ci chiede di crescere nelle relazioni fraterne e di continuare a consolidare la nostra autonomia come Movimento come pure di progredire nella corresponsabilità e nella missione condivisa.

 

19  3.6. Sviluppo del Movimento

Costatiamo l'invecchiamento di alcuni gruppi e, al tempo stesso, l'incorporazione di gruppi giovani e di laici provenienti da nuovi ambiti culturali. Lamentiamo che a volte manca l'accompagnamento a persone e a gruppi in discernimento. Perché il Movimento possa rispondere meglio alle sfide dell'evangelizzazione, abbiamo bisogno sia che nuove persone entrino a farne parte, sia di contestualizzare la nostra azione evangelizzatrice. Per questo dobbiamo convocare momenti di incontro e preparare itinerari formativi che facilitino il discernimento e l'impegno missionario.

Questa situazione ci spinge a cercare strategie più adeguate per la promozione del Movimento, specialmente fra i giovani e in nuove aree geografiche, a rafforzare l'accompagnamento alle persone e alle comunità in discernimento e ad attualizzare la nostra azione evangelizzatrice.

 

II

La nostra risposta alle sfide

 

1. Atteggiamenti:

 

20  1.1. Coerenti con il Vangelo

Prendere il Vangelo come norma di vita e agire, personalmente e comunitariamente, in consonanza con ciò che crediamo e proclamiamo.

 

21  1.2. Impegnati per il Regno

Vivere la passione per il Regno e i suoi valori (esperienza di Dio come Padre, amore, solidarietà, giustizia, pace, fraternità, servizio, ecc.) ed impegnarci ad aprirgli cammini nella nostra vita e in tutti gli ambiti in cui questa si sviluppa.

 

22  1.3. Fedeli alla nostra identità

Riflettere e approfondire la nostra identità per saper dare ragione di ciò che siamo e facciamo. Sviluppare il nostro senso di appartenenza al Movimento. Superare il clericalismo e cercare espressioni autentiche del carisma e della missione del laico clarettiano. Per questo dobbiamo impegnarci in un serio processo di formazione permanente.

 

23  1.4. Docili allo Spirito

Lasciarci condurre dallo Spirito, sviluppando atteggiamenti di disponibilità, servizio, senso comunitario, gioia, speranza, dinamismo, empatia con gli esclusi e impegno missionario. Vivere le fonti della nostra spiritualità in prospettiva missionaria e secolare:

a)      la Parola di Dio letta a partire dalla fede e dalla realtà in prospettiva missionaria;

b)      i sacramenti, specialmente l'Eucaristia, come incontro con il Risorto e impegno con i crocifissi della terra;

c)      la preghiera e la contemplazione come ascolto della voce di Dio che ci invia;

d)      l'incontro con i fratelli, specialmente con gli esclusi, come luogo di esperienza di Dio.

 

24  1.5. Profeti allo stile di Gesù

Vivere in atteggiamento profetico, annunciare la Buona Novella del Regno e denunciare le situazioni di ingiustizia. Ciò comporta di rinunciare ai privilegi e di vivere con radicalità il Vangelo di Gesù; richiede di far nostro l'impegno sociale cristiano in difesa della vita, della persona e dei suoi diritti, della giustizia e della pace. L'evangelizzazione missionaria e profetica ci deve portare ad essere come Gesù di Nazaret «profeti della strada», mescolati completamente al popolo, impegnati nella trasformazione della realtà; richiede anche disponibilità per rispondere prontamente alle esigenze dell'evangelizzazione d'avanguardia.

 

25  1.6. Ispirati da Maria

La dimensione cordimariana è parte fondamentale della spiritualità clarettiana. In Maria troviamo una sintesi meravigliosa della spiritualità profetica: accoglie la Parola, si lascia trasformare da essa e la proclama con audacia. Coltivare la devozione a Maria ci aiuta a vivere con maggiore dinamismo l'impegno missionario.

 

26  1.7. Attenti ai segni dei tempi

Sviluppare un ascolto attivo di ciò che succede nel mondo. Ciò implica attenzione, analisi e riflessione critica. La nostra deve essere un'analisi credente che susciti l'impegno per l'umanizzazione delle persone e della società, il rafforzamento delle identità culturali e la conversione personale e comunitaria.

 

27  1.8. Aperti al dialogo

L'atteggiamento di dialogo implica l'apertura e la valorizzazione delle diversità culturali e religiose, così come l'accettazione della propria identità. Vogliamo far nostro il dialogo come cammino di crescita delle nostre comunità e di costruzione di una società più giusta e solidale.

 

2.  Azioni:

 

2.1. Evangelizzazione

 

28  2.1.1. Dinanzi alla globalizzazione:

Ÿ         Promuovere spazi per la formazione di una coscienza critica in noi e negli altri e appoggiare i gruppi e le organizzazioni popolari che lavorano in questo senso.

Ÿ         Partecipare a forum locali, nazionali e internazionali nei quali si costruiscano alternative al modello neoliberale; renderci presenti nei luoghi della politica, dell'economia e della cultura in cui si prendono decisioni importanti, che riguardano la vita delle persone e dei popoli.

Ÿ         Rafforzare la coordinazione, la collaborazione e l'aiuto fra le comunità di Laici Clarettiani a livello di progetti concreti a favore di persone e gruppi esclusi.

Ÿ         Cercare il modo di essere più presenti nei mezzi di comunicazione sociale, approfittando soprattutto delle nuove tecnologie.

Ÿ         Mettere in questione, con la nostra testimonianza di vita, i valori che primeggiano nella società consumistica.

 

29  2.1.2. In rapporto ai problemi della giustizia, della pace, dell'integrità del creato e dei diritti umani e sociali:

Ÿ         Come Movimento appoggiare le campagne in difesa della vita, dei diritti umani, della giustizia e della pace e partecipare ai forum sociali che li promuovono.

Ÿ         Pronunciarsi, come Movimento, dinanzi alle situazioni di ingiustizia, facendo denuncie e cercando il modo di formare l'opinione pubblica.

Ÿ         Coordinare l'azione del Movimento per offrire solidarietà e appoggio ai suoi membri e alle comunità attivamente impegnate in queste azioni.

Ÿ         Cercare il modo concreto di aggregarci, personalmente e come comunità, ad iniziative in favore dei diritti umani, della giustizia, della pace e dell'integrità del creato: economia solidale, commercio equo-solidale, movimenti che promuovono una globalizzazione alternativa, difesa e promozione dei diritti della donna, accoglienza ai migranti, aiuto ai carcerati, ecc.

Ÿ         Sensibilizzare all'impegno sociale le persone con cui siamo in contatto: la famiglia, il mondo del lavoro, le organizzazioni di quartiere, la parrocchia, i bambini, i giovani, ecc.

Ÿ         Promuovere la coscienza ecologica e appoggiare attivamente i progetti di istituzioni e organizzazioni che lottano per la difesa e la conservazione del nostro pianeta. Come azioni concrete fomenteremo la cultura del riciclaggio, il consumo ecologico, il rimboschimento, ecc.

Ÿ         Rafforzare il coordinamento con le commissioni di giustizia, pace ed integrità del creato degli altri rami della Famiglia Clarettiana.

 

30  2.1.3. Riguardo alla situazione della famiglia e dei giovani:

Ÿ         Vivere i valori cristiani nelle nostre famiglie ed educare a ciò i nostri figli, cogliendo i valori dei giovani e adeguandoci al loro linguaggio e alle loro forme di espressione.

Ÿ         Mantenere l'equilibrio fra le responsabilità familiari e gli impegni di evangelizzazione.

Ÿ         Impegnarci in azioni di pastorale familiare con attenzione alle nuove forme di famiglia che stanno apparendo e tenendo presenti le nuove proposte pastorali che esistono in questo campo.

Ÿ         Promuovere fra i membri del Movimento impegni concreti di pastorale giovanile.

 

31  2.1.4. Nell'area dell'annuncio della Parola:

Ÿ         Partecipare e collaborare alle iniziative di evangelizzazione delle parrocchie, dei collegi, ecc. di cui facciamo parte, aiutando a consolidare la loro identità cristiana e la loro azione solidale.

Ÿ         Promuovere la moltiplicazione e la qualificazione di agenti di pastorale che annuncino il Vangelo, soprattutto nei luoghi e negli ambienti più poveri.

Ÿ         Rafforzare l'azione evangelizzatrice diretta alle persone e agli ambienti più lontani dalla Chiesa.

Ÿ         Migliorare la programmazione dell'azione missionaria personale e comunitaria e dare più importanza alla valutazione delle attività che si portano avanti.

Ÿ         Con vari metodi (lettura orante, gruppi biblici, ecc.), promuovere una lettura contestualizzata della Parola di Dio, perché il suo messaggio interpelli veramente le persone e le motivi a lavorare per il Regno.

Ÿ         Studiare la possibilità, come Movimento, di collaborare a qualche missione «ad gentes».

 

32  2.2. In quanto Chiesa

Ÿ         Contribuire alla costruzione di una Chiesa più laicale e partecipativa, promovendo spazi di dialogo con i sacerdoti, i religiosi e gli altri movimenti ecclesiali.

Ÿ         Puntare su una Chiesa aperta, accogliente e missionaria, fomentando le azioni di evangelizzazione in missione condivisa.

Ÿ         Dedicare una riunione all'anno all'analisi critica della realtà per poter rispondere in modo creativo e dinamico alle sfide più urgenti dell'evangelizzazione.

Ÿ         Promuovere l'ecumenismo e il dialogo interreligioso, partecipando a progetti realizzati congiuntamente con gruppi o persone di altre Chiese cristiane e di altre religioni o proposti dalle stesse.

 

2.3. Il Movimento dei Laici Clarettiani

 

33  2.3.1. Spiritualità

Ÿ         Rafforzare l'ascolto personale e comunitario della Parola di Dio, dedicando a ciò tempo sufficiente in alcune riunioni della comunità.

Ÿ         Nella nostra vita personale e comunitaria dare più importanza alla preghiera, alla contemplazione e al silenzio, per essere capaci di scoprire la presenza di Dio nella realtà in cui viviamo.

Ÿ         Usare meglio il progetto comunitario e la revisione di vita per valutare la coerenza della nostra vita con i valori del Regno.

Ÿ         Partecipare più attivamente alla vita sacramentale e, se fosse possibile, pubblicare un sussidio sull'Eucaristia nella spiritualità clarettiana o valersi delle pubblicazioni di altri rami della Famiglia Clarettiana.

Ÿ         Preparare un sussidio con alcune preghiere clarettiane, che aiutino le comunità del Movimento.

 

34  2.3.2. Formazione

Ÿ         Elaborare programmi di formazione veramente efficaci, che aiutino a consolidare la nostra identità laicale e ad articolarla con altri carismi e forme di vita nella Chiesa.

Ÿ         Preparare un itinerario formativo per accompagnare le persone e le comunità, particolarmente quelle in discernimento, con materiali semplici e utilizzando le nuove tecnologie.

Ÿ         Creare spazi e strumenti formativi che aiutino a rinforzare la nostra identità missionaria e a consolidare il nostro impegno per la giustizia.

Ÿ         Partecipare con maggiore regolarità alle riunioni e alla realizzazione dei programmi formativi

Ÿ         Preparare alcuni programmi o sussidi che aiutino per la formazione dei formatori.

 

35  2.3.3. Crescita

Ÿ         Promuovere l'ingresso di nuovi membri e la creazione di nuove comunità nel Movimento.

Ÿ         Far conoscere le attività dei Laici Clarettiani nelle diverse parti del mondo e raccogliere le esperienze di evangelizzazione più importanti che stiamo portando avanti per incoraggiarci reciprocamente. Ci serviremo per questo della pagina web.

Ÿ         Rafforzare la vita comunitaria innanzi all'individualismo, potenziando gli spazi di celebrazione e di comunicazione.

Ÿ         Insistere perché ogni comunità elabori e aggiorni il suo progetto.

Ÿ         Prendere coscienza delle diversità culturali che esistono nel Movimento e curare la comunicazione nelle diverse lingue. Dovremo sforzarci di pubblicare il bollettino anche in inglese oltre che in spagnolo.

Ÿ         Sentire la responsabilità di collaborare economicamente alla vita del Movimento per favorirne la crescita e il consolidamento.

 

36  2.3.4. Relazioni con la Famiglia Clarettiana

Ÿ         Consolidare le azioni in missione condivisa che si stanno portando avanti con altri membri della Famiglia Clarettiana e promuoverne di nuove.

Ÿ         Rafforzare nella Famiglia Clarettiana la collaborazione per la promozione vocazionale e per altre attività apostoliche.