VI
ASSEMBLEA GENERALE
DEL
MOVIMENTO DEI LAICI CLARETTIANI
LA
MISSIONE DEL LAICO CLARETTIANO NEL MONDO DI OGGI
Vic,
17-28 luglio 2003
I
Principali sfide che ci presenta la realtà attuale
1. Realtà sociale
1 1.1. Globalizzazione
Il fenomeno della globalizzazione, che è irreversibile,
ha implicazioni sociali, economiche, politiche, culturali, ideologiche
e militari. Può avere effetti positivi, come la moltiplicazione
delle reti di comunicazione e di solidarietà. Di fatto, però,
la globalizzazione è a servizio degli interessi dei potenti,
è una globalizzazione neoliberale ed economica che incrementa
le differenze fra ricchi e poveri. La globalizzazione del mercato
neoliberale rende difficile la creazione e lo sviluppo di mercati
alternativi.
Dinnanzi a questa realtà ci sentiamo spinti a sviluppare
una globalizzazione alternativa che difenda la vita minacciata
degli esclusi e degli emarginati, promuova i diritti umani,
sociali, etnici e culturali, generi strutture di denuncia, crei
e rafforzi reti di solidarietà in tutti gli ambiti della vita
umana e sociale e ricerchi una più equa distribuzione delle
risorse del mondo.
2 1.2.
Diritti umani, giustizia e pace
Siamo testimoni del continuo aumento della violenza nel
mondo, del fanatismo e di situazioni di ingiustizia e di violazione
dei diritti umani e sociali a livello personale e collettivo.
Vi sono, però, anche molti gruppi impegnati nella difesa della
pace, dell'equità, dei diritti dell'uomo e dei popoli.
Di fronte a ciò ci chiediamo: come rafforzare i processi
organizzativi dei gruppi di persone che vedono i propri diritti
costantemente calpestati; come legarci alle istituzioni e alle
organizzazioni che lottano contro l'esclusione?
3 1.3.
L'ecologia
La cupidigia di molti sta producendo una progressiva e
preoccupante spoliazione del creato ed il deterioramento dell'ambiente.
Al tempo stesso, tuttavia, aumenta la sensibilità ecologica
e la cultura del riciclaggio.
A partire dalla nostra fede nel Dio della vita, che ci
ha dato la terra per il bene di tutti e ce ne ha affidato la
cura, questa situazione ci interpella profondamente e ci spinge
a cercare percorsi operativi in difesa della creazione con senso
di responsabilità e di equità.
4 1.4.
Profondi cambiamenti socio-culturali
Nella nostra società
si stanno operando profondi cambiamenti socio-culturali.
Costatiamo l'oblio e il deterioramento dei valori umani e cristiani
a causa dell'affanno per il denaro, per il potere e per il benessere
a qualsiasi costo, la perdita dello spirito di sacrificio e
lo scoraggiamento in tutti gli ambiti. Si estende l'individualismo,
il consumismo la tossicodipendenza e si generalizza la crisi
nell'educazione e in altri campi. Costatiamo anche l'invecchiamento
nei Paesi più ricchi e la mancanza di interesse nei giovani
per coinvolgersi nei problemi sociali.
Davanti a questa situazione ci chiediamo come far sì che le persone e la società prendano coscienza
di questa realtà e come stimolare la creatività alla ricerca
di risposte adeguate.
5 1.5.
Movimenti migratori
La globalizzazione neoliberale sta facendo aumentare la
migrazione dai Paesi poveri verso quelli più ricchi, in cerca
di migliori condizioni di vita. Questo fatto comporta lo sradicamento
e la rottura delle tradizioni socio-culturali degli emigranti.
Le migrazioni sono un riflesso delle relazioni ingiuste fra
Paesi poveri e ricchi.
Questa situazione ci preoccupa e ci interpella. Come offrire
condizioni di vita degna nei Paesi di origine dei migranti,
che permettano a quelle popolazioni di sviluppare la propria
identità culturale? Come sviluppare nelle società verso cui
si muovono i flussi migratori atteggiamenti di accoglienza e
di attenzione globale a questa popolazione in aumento? Come
mettere le risorse di cui disponiamo a servizio dei migranti?
6 1.6.
Famiglia e giovani
Nella nostra società, a causa dei cambiamenti socio-culturali,
è sempre più evidente la trasformazione della struttura della
famiglia e l'apparizione di nuove strutture e realtà familiari.
Costatiamo anche l'impatto della globalizzazione sui giovani,
che si manifesta in una certa loro difficoltà a definire il
proprio futuro e la propria collocazione sociale.
Innanzi a ciò, ci chiediamo come discernere ed accompagnare
questa nuova realtà familiare e giovanile, approfittando degli
spazi che abbiamo e
come far sì che la famiglia divenga un elemento integratore
e generatore di nuove relazioni in linea con il Regno.
7 1.7.
Diversità culturali e rispetto delle differenze
Le migrazioni ed altri fenomeni sociali stanno incrementando
l'interculturalità. Vediamo che da una parte aumenta la consapevolezza
e l'apprezzamento dei valori di altri popoli, culture e religioni,
ma d'altra parte costatiamo la tendenza a considerare superiore
la propria cultura, a imporla agli altri e discriminando quelli
che sono «diversi» da noi.
Questa realtà esige che comprendiamo, valorizziamo ed accettiamo
l'«altro» e ci impegniamo ad aprire cammini al dialogo interculturale
e interreligioso.
2. Realtà ecclesiale
8 2.1.
Nuovi paradigmi religiosi
Stiamo assistendo ad un profondo cambiamento di atteggiamenti
rispetto alla religione. Oggi coesistono vari paradigmi per
la comprensione del fatto religioso come la mancanza di fede
o il superamento storico della religione, l'agnosticismo, l'indifferenza
religiosa, la proliferazione delle sette e la religione «su
misura». Si costata anche un ritorno al religioso al margine
delle religioni tradizionali. Insieme a questo vi è però un'esperienza
religiosa evangelica viva, incarnata nella realtà ed impegnata
a trasformarla secondo i valori del Regno.
Queste constatazioni ci chiedono una fede più interiorizzata
ed un impegno ad accompagnare, a partire dalla nostra identità
cristiana, i processi di ricerca di una religiosità più incarnata
nella realtà, più umana e vicina all'esperienza concreta delle
persone, più gioiosa e vitale.
9 2.2
Evangelizzazione
Frequentemente comunichiamo una fede separata dalla vita
che non è capace di giungere al cuore e facciamo un annuncio
di Gesù scollegato dalla realtà che vivono le persone e i popoli.
Questo annuncio perde credibilità quando non è sostenuto dalla
testimonianza di una vita costruita attorno ai valori del Regno.
D'altra parte, però, sta aumentando il senso missionario dell'evangelizzazione.
Il vero senso dell'evangelizzazione ci chiede di annunciare
Gesù come liberatore, creatore di una vita piena, che integra
tutte le dimensioni della persona e si rende presente dove la
vita è minacciata.
10 2.3. Ecumenismo e dialogo interreligioso
Ci crediamo spesso gli unici possessori della verità rendendo
difficile, così, lo sviluppo dell'ecumenismo e i rapporti con
le altre religioni. Le diversità culturali e il rispetto delle
differenze favoriscono l'ecumenismo anche se in alcuni luoghi
è oggettivamente difficile il dialogo con altre confessioni
cristiane. In alcune zone e in certi gruppi di base si fanno
progressi significativi in questo campo.
Questa situazione ci sfida ad aprirci all'ecumenismo, a
considerare che anche l'«altro» ha ragioni e verità, a progredire
nel dialogo interculturale ed interreligioso, sapendo accettare
e valorizzare quello che l'altro pensa e vive.
11 2.4. Modello di Chiesa
La maggior parte di noi vive in un modello di Chiesa-società
di carattere eccessivamente gerarchico e clericale, chiusa alle
nuove sfide che il mondo attuale ci presenta. Prosegue un'onda
di involuzione. Primeggia anche l'individualismo fra i diversi
gruppi e movimenti ecclesiali e l'affanno per imporre il proprio
modo di vedere. Ci dà coraggio, tuttavia, l'impegno di molte
persone e di molti gruppi che lavorano per realizzare un modello
di Chiesa più partecipativo e corresponsabile, dove tutti apportano
il proprio carisma per la costruzione del Regno.
Questa realtà ecclesiale ci spinge a superare l'individualismo
e a contribuire alla costruzione di una Chiesa che dialoghi
maggiormente al suo interno e con il mondo; a coinvolgerci,
con amore e creatività, nel compito di evangelizzazione delle
nostre Chiese locali, aprendo spazi per il Regno nella nostra
società.
12 2.5. Coerenza
La Chiesa ha mostrato una crescente sensibilità per le
grandi cause dell'umanità (pace, diritti umani, giustizia, difesa
della vita, ecc.). Si notano però incoerenze con questa sensibilità,
a livello istituzionale e personale, che rendo difficile l'annuncio
e la comprensione del messaggio di Gesù. Vi sono anche incoerenze
fra la dottrina morale della Chiesa e la vita ordinaria dei
credenti. A volte si dà più importanza alle tradizioni e alle
leggi umane che ai valori evangelici
Sentiamo l'urgenza di vivere una coerenza evangelica che
ci porti ad essere testimoni di Gesù in questo mondo egoista, ipocrita e avido di soldi e di potere. Ci sentiamo
spinti a costruire una Chiesa sempre più profetica e fedele
al Vangelo, che rinunci ai suoi privilegi e scelga i poveri,
gli emarginati e gli esclusi.
13 2.6.
Giovani e famiglia
Nella nostra società i cambiamenti generazionali sono sempre
più profondi. I nuovi modelli e le problematiche familiari esigono
una rinnovata pastorale. I giovani hanno le loro idee, le loro
inquietudini, le loro forme di protesta e di lotta che hanno
bisogno della comprensione, dell'accompagnamento ed il sostegno
degli adulti.
Ci chiediamo come avvicinarci alla realtà che vivono i
giovani, accogliere le loro idee, accompagnarli ed essere un
riferimento per loro con la coerenza della nostra vita.
3. La realtà del Movimento dei Laici Clarettiani
14 3.1. Spiritualità
Nelle nostre comunità
costatiamo mancanza di equilibrio e di integrazione fra il lavoro,
l'attività della comunità, la relazione con gli altri, l'espansione
comunitaria, la preghiera e la contemplazione.
Questo squilibrio ci interroga sul modo di giungere ad
una spiritualità che integri tutti gli aspetti della nostra
vita, che ci dia forza interiore per assumere gli impegni e
ci permetta di rimanere al costante ascolto della voce di Dio.
15 3.2. Identità e formazione
In alcune comunità e in alcuni laici clarettiani vi è disorientamento
e confusione riguardo all'identità, all'impegno per l'evangelizzazione
e all'inserimento nella Chiesa locale. Si nota anche la necessità
di proseguire cammini di formazione che ci aiutino a crescere
nella nostra identità e nella missione evangelizzatrice.
Tutto ciò costituisce una sfida che chiede risposte efficaci
e ben programmate.
16 3.3. Impegno per l'evangelizzazione
Molti laici clarettiani
si occupano prevalentemente di attività intra-ecclesiali,
dimenticando che la dimensione profetica della nostra missione
ci chiede disponibilità e itineranza per lasciare certi servizi
e rispondere con prontezza alle nuove urgenze dell'evangelizzazione,
che sorgono nella società. Dobbiamo essere consapevoli che l'«azione
trasformatrice» del mondo è la dimensione più specifica della
nostra missione.
La nostra vocazione ci chiede di essere presenti in tutti
gli ambiti e nelle istituzioni della società e di essere creativi
per incidervi e rigeneravi i valori evangelici.
17 3.4. Relazione con la Chiesa locale
Anche se siamo un movimento ecclesiale chiamato a collaborare
alla costruzione di un modello di Chiesa locale che viva e rifletta
il progetto di Gesù, non sempre abbiamo una buona integrazione
nella Chiesa locale stessa, sia per i nostri atteggiamenti,
sia per quelli di alcuni pastori.
Sentiamo la necessità del dialogo con i pastori e con gli
altri movimenti e istituzioni ecclesiali e vogliamo contribuire
alla costruzione di una Chiesa locale che sia comunità di comunità,
evangelizzata ed evangelizzatrice, inculturata, profetica e
liberatrice.
18 3.5. Relazione con la Famiglia Clarettiana
Formiamo parte della Famiglia Clarettiana e fin dall'inizio
abbiamo avuto forte l'appoggio e la collaborazione da parte
dei Missionari Clarettiani, soprattutto per la formazione e
l'assistenza religiosa. Le nostre relazioni con gli altri rami
della Famiglia Clarettiana sono state minori. Siamo chiamati
a crescere nell'autonomia con tutto ciò che comporta, sia per
l'impegno formativo ed evangelizzatore, sia per l'aspetto economico.
Questo fatto ci chiede di crescere nelle relazioni fraterne
e di continuare a consolidare la nostra autonomia come Movimento
come pure di progredire nella corresponsabilità e nella missione
condivisa.
19 3.6. Sviluppo del Movimento
Costatiamo l'invecchiamento di alcuni gruppi e, al tempo
stesso, l'incorporazione di gruppi giovani e di laici provenienti
da nuovi ambiti culturali. Lamentiamo che a volte manca l'accompagnamento
a persone e a gruppi in discernimento. Perché il Movimento possa
rispondere meglio alle sfide dell'evangelizzazione, abbiamo
bisogno sia che nuove persone entrino a farne parte, sia di
contestualizzare la nostra azione evangelizzatrice. Per questo
dobbiamo convocare momenti di incontro e preparare itinerari
formativi che facilitino il discernimento e l'impegno missionario.
Questa situazione ci spinge a cercare strategie più adeguate
per la promozione del Movimento, specialmente fra i giovani
e in nuove aree geografiche, a rafforzare l'accompagnamento
alle persone e alle comunità in discernimento e ad attualizzare
la nostra azione evangelizzatrice.
II
La nostra risposta alle sfide
1. Atteggiamenti:
20 1.1.
Coerenti con il Vangelo
Prendere il Vangelo come norma di vita e agire, personalmente
e comunitariamente, in consonanza con ciò che crediamo e proclamiamo.
21 1.2. Impegnati per il Regno
Vivere la passione per il Regno e i suoi valori (esperienza
di Dio come Padre, amore, solidarietà, giustizia, pace, fraternità,
servizio, ecc.) ed impegnarci ad aprirgli cammini nella nostra
vita e in tutti gli ambiti in cui questa si sviluppa.
22 1.3.
Fedeli alla nostra identità
Riflettere e approfondire la nostra identità per saper
dare ragione di ciò che siamo e facciamo. Sviluppare il nostro
senso di appartenenza al Movimento. Superare il clericalismo
e cercare espressioni autentiche del carisma e della missione
del laico clarettiano. Per questo dobbiamo impegnarci in un
serio processo di formazione permanente.
23 1.4.
Docili allo Spirito
Lasciarci condurre dallo Spirito, sviluppando atteggiamenti
di disponibilità, servizio, senso comunitario, gioia, speranza,
dinamismo, empatia con gli esclusi e impegno missionario. Vivere
le fonti della nostra spiritualità in prospettiva missionaria
e secolare:
a) la
Parola di Dio letta a partire dalla fede e dalla realtà in prospettiva
missionaria;
b) i
sacramenti, specialmente l'Eucaristia, come incontro con il
Risorto e impegno con i crocifissi della terra;
c) la
preghiera e la contemplazione come ascolto della voce di Dio
che ci invia;
d) l'incontro
con i fratelli, specialmente con gli esclusi, come luogo di
esperienza di Dio.
24 1.5.
Profeti allo stile di Gesù
Vivere in atteggiamento profetico, annunciare la Buona
Novella del Regno e denunciare le situazioni di ingiustizia.
Ciò comporta di rinunciare ai privilegi e di vivere con radicalità
il Vangelo di Gesù; richiede di far nostro l'impegno sociale
cristiano in difesa della vita, della persona e dei suoi diritti,
della giustizia e della pace. L'evangelizzazione missionaria
e profetica ci deve portare ad essere come Gesù di Nazaret «profeti
della strada», mescolati completamente al popolo, impegnati
nella trasformazione della realtà; richiede anche disponibilità
per rispondere prontamente alle esigenze dell'evangelizzazione
d'avanguardia.
25 1.6.
Ispirati da Maria
La dimensione cordimariana è parte fondamentale della spiritualità
clarettiana. In Maria troviamo una sintesi meravigliosa della
spiritualità profetica: accoglie la Parola, si lascia trasformare
da essa e la proclama con audacia. Coltivare la devozione a
Maria ci aiuta a vivere con maggiore dinamismo l'impegno missionario.
26 1.7.
Attenti ai segni dei tempi
Sviluppare un ascolto attivo di ciò che succede nel mondo.
Ciò implica attenzione, analisi e riflessione critica. La nostra
deve essere un'analisi credente che susciti l'impegno per l'umanizzazione
delle persone e della società, il rafforzamento delle identità
culturali e la conversione personale e comunitaria.
27 1.8.
Aperti al dialogo
L'atteggiamento di dialogo implica l'apertura e la valorizzazione
delle diversità culturali e religiose, così come l'accettazione
della propria identità. Vogliamo far nostro il dialogo come
cammino di crescita delle nostre comunità e di costruzione di
una società più giusta e solidale.
2. Azioni:
2.1. Evangelizzazione
28 2.1.1.
Dinanzi alla globalizzazione:
Promuovere spazi per la formazione di
una coscienza critica in noi e negli altri e appoggiare i gruppi
e le organizzazioni popolari che lavorano in questo senso.
Partecipare a forum locali, nazionali
e internazionali nei quali si costruiscano alternative al modello
neoliberale; renderci presenti nei luoghi della politica, dell'economia
e della cultura in cui si prendono decisioni importanti, che
riguardano la vita delle persone e dei popoli.
Rafforzare la coordinazione, la collaborazione
e l'aiuto fra le comunità di Laici Clarettiani a livello di
progetti concreti a favore di persone e gruppi esclusi.
Cercare
il modo di essere più presenti nei mezzi di comunicazione sociale,
approfittando soprattutto delle nuove tecnologie.
Mettere in questione, con la nostra
testimonianza di vita, i valori che primeggiano nella società
consumistica.
29 2.1.2. In rapporto ai problemi della giustizia, della
pace, dell'integrità del creato e dei diritti umani e sociali:
Come Movimento appoggiare le campagne
in difesa della vita, dei diritti umani, della giustizia e della
pace e partecipare ai forum sociali che li promuovono.
Pronunciarsi, come Movimento, dinanzi
alle situazioni di ingiustizia, facendo denuncie e cercando
il modo di formare l'opinione pubblica.
Coordinare l'azione del Movimento per
offrire solidarietà e appoggio ai suoi membri e alle comunità
attivamente impegnate in queste azioni.
Cercare il modo concreto di aggregarci,
personalmente e come comunità, ad iniziative in favore dei diritti
umani, della giustizia, della pace e dell'integrità del creato:
economia solidale, commercio equo-solidale, movimenti che promuovono
una globalizzazione alternativa, difesa e promozione dei diritti
della donna, accoglienza ai migranti, aiuto ai carcerati, ecc.
Sensibilizzare all'impegno sociale le
persone con cui siamo in contatto: la famiglia, il mondo del
lavoro, le organizzazioni di quartiere, la parrocchia, i bambini,
i giovani, ecc.
Promuovere la coscienza ecologica e
appoggiare attivamente i progetti di istituzioni e organizzazioni
che lottano per la difesa e la conservazione del nostro pianeta.
Come azioni concrete fomenteremo la cultura del riciclaggio,
il consumo ecologico, il rimboschimento, ecc.
Rafforzare
il coordinamento con le commissioni di giustizia, pace ed integrità
del creato degli altri rami della Famiglia Clarettiana.
30 2.1.3.
Riguardo alla situazione della famiglia e dei giovani:
Vivere i valori cristiani nelle nostre
famiglie ed educare a ciò i nostri figli, cogliendo i valori
dei giovani e adeguandoci al loro linguaggio e alle loro forme
di espressione.
Mantenere l'equilibrio fra le responsabilità
familiari e gli impegni di evangelizzazione.
Impegnarci
in azioni di pastorale familiare con attenzione alle nuove forme
di famiglia che stanno apparendo e tenendo presenti le nuove
proposte pastorali che esistono in questo campo.
Promuovere fra i membri del Movimento
impegni concreti di pastorale giovanile.
31 2.1.4. Nell'area dell'annuncio della Parola:
Partecipare e collaborare alle iniziative
di evangelizzazione delle parrocchie, dei collegi, ecc. di cui
facciamo parte, aiutando a consolidare la loro identità cristiana
e la loro azione solidale.
Promuovere la moltiplicazione e la qualificazione
di agenti di pastorale che annuncino il Vangelo, soprattutto
nei luoghi e negli ambienti più poveri.
Rafforzare l'azione evangelizzatrice
diretta alle persone e agli ambienti più lontani dalla Chiesa.
Migliorare la programmazione dell'azione
missionaria personale e comunitaria e dare più importanza alla
valutazione delle attività che si portano avanti.
Con vari metodi (lettura orante, gruppi
biblici, ecc.), promuovere una lettura contestualizzata della
Parola di Dio, perché il suo messaggio interpelli veramente
le persone e le motivi a lavorare per il Regno.
Studiare la possibilità, come Movimento,
di collaborare a qualche missione «ad gentes».
32 2.2.
In quanto Chiesa
Contribuire alla costruzione di una
Chiesa più laicale e partecipativa, promovendo spazi di dialogo
con i sacerdoti, i religiosi e gli altri movimenti ecclesiali.
Puntare su una Chiesa aperta, accogliente
e missionaria, fomentando le azioni di evangelizzazione in missione
condivisa.
Dedicare una riunione all'anno all'analisi
critica della realtà per poter rispondere in modo creativo e
dinamico alle sfide più urgenti dell'evangelizzazione.
Promuovere
l'ecumenismo e il dialogo interreligioso, partecipando a progetti
realizzati congiuntamente con gruppi o persone di altre Chiese
cristiane e di altre religioni o proposti dalle stesse.
2.3. Il Movimento dei Laici Clarettiani
33 2.3.1.
Spiritualità
Rafforzare l'ascolto personale e comunitario
della Parola di Dio, dedicando a ciò tempo sufficiente in alcune
riunioni della comunità.
Nella nostra vita personale e comunitaria
dare più importanza alla preghiera, alla contemplazione e al
silenzio, per essere capaci di scoprire la presenza di Dio nella
realtà in cui viviamo.
Usare meglio il progetto comunitario
e la revisione di vita per valutare la coerenza della nostra
vita con i valori del Regno.
Partecipare più attivamente alla vita
sacramentale e, se fosse possibile, pubblicare un sussidio sull'Eucaristia
nella spiritualità clarettiana o valersi delle pubblicazioni
di altri rami della Famiglia Clarettiana.
Preparare un sussidio con alcune preghiere
clarettiane, che aiutino le comunità del Movimento.
34 2.3.2.
Formazione
Elaborare programmi di formazione veramente
efficaci, che aiutino a consolidare la nostra identità laicale
e ad articolarla con altri carismi e forme di vita nella Chiesa.
Preparare un itinerario formativo per
accompagnare le persone e le comunità, particolarmente quelle
in discernimento, con materiali semplici e utilizzando le nuove
tecnologie.
Creare spazi e strumenti formativi che
aiutino a rinforzare la nostra identità missionaria e a consolidare
il nostro impegno per la giustizia.
Partecipare con maggiore regolarità
alle riunioni e alla realizzazione dei programmi formativi
Preparare alcuni programmi o sussidi
che aiutino per la formazione dei formatori.
35 2.3.3.
Crescita
Promuovere l'ingresso di nuovi membri
e la creazione di nuove comunità nel Movimento.
Far conoscere le attività dei Laici
Clarettiani nelle diverse parti del mondo e raccogliere le esperienze
di evangelizzazione più importanti che stiamo portando avanti
per incoraggiarci reciprocamente. Ci serviremo per questo della
pagina web.
Rafforzare la vita comunitaria innanzi
all'individualismo, potenziando gli spazi di celebrazione e
di comunicazione.
Insistere perché ogni comunità elabori
e aggiorni il suo progetto.
Prendere coscienza delle diversità culturali
che esistono nel Movimento e curare la comunicazione nelle diverse
lingue. Dovremo sforzarci di pubblicare il bollettino anche
in inglese oltre che in spagnolo.
Sentire la responsabilità di collaborare
economicamente alla vita del Movimento per favorirne la crescita
e il consolidamento.
36 2.3.4.
Relazioni con la Famiglia Clarettiana
Consolidare le azioni in missione condivisa
che si stanno portando avanti con altri membri della Famiglia
Clarettiana e promuoverne di nuove.
Rafforzare nella Famiglia Clarettiana
la collaborazione per la promozione vocazionale e per altre
attività apostoliche.